Racconti di Emozioni&Fantasia

Qui trovi i racconti pubblicati da noi e i collegamenti a racconti di qualità degni della tua attenzione.

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Racconti di Emozioni e Fantasia

Rosso – Come nascono le favole

Come nascono le favole?

Dai sogni dei bambini? Dalla fantasia degli scrittori? Dalla cultura popolare? Dalle leggende?

Dietro a ogni favola c’è una storia reale raccontata mille e mille volte, corsa di bocca in bocca, di generazione in generazione. La storia cambia, un poco alla volta, scavata dalle parole, erosa dal tempo, finché non resta che la favola, monito e lezione per le nuove generazioni.

Hans Christian Andersen diceva che “La vita di ogni uomo è una favola scritta da Dio”, ebbene le favole di Dio, le vite degli uomini sono l’ispirazione delle favole degli uomini, in particolare quelle straordinarie, quelle emozionanti e cruente che hanno lasciato il segno nella memoria dei popoli.

Cosa resta delle anime che hanno amato, odiato, sofferto e lottato con coraggio? Cosa rimane del loro struggersi, delle passioni, degli intrecci di sentimenti cupi o arditi?

Qualcosa rimane, tracce tra le pieghe, nei silenzi tra le parole. Se si ascolta con attenzione si possono udire ancora gli echi delle voci, dei pianti e delle risate.

Rosso è il tentativo di interpretare queste tracce, un fiore nato tra le crepe che vuole essere un omaggio ai protagonisti dimenticati delle storie dietro alle favole.

 

Coriandoli – Dall’amore alla pazzia un passo dietro l’altro

Anna è pazza. Sorride. E trema.
I dottori hanno detto che soffre di paranoia, che distorce la realtà, che è pericolosa per la società. Chi è Anna? È lei? Quanto di quello che rimane è suo? Quanto è fiorito dai farmaci?

Anna è rinchiusa in una clinica, in una stanza con le sbarre alla finestra. L’uomo che amava, Carlo, si è gettato da un ponte, ma lei sa che non è stato un incidente. Per quello è rinchiusa in una clinica. Poi un giorno Anna esce dalla stanza, parla con Lucio e fugge, alla ricerca della verità e di se stessa.
Attraverso le prospettive ingannevoli di un’immagine di Escher, Anna ripercorre il passato fino ad incontrare il presente.

 

Il tempo è un’illusione

Il tempo è un'illusione

Il tempo è un’illusione.
Un velo in cui amiamo stringerci come fosse un mantello che ci protegge dalla pioggia. Un bisogno talmente forte che ne facciamo catena da stringerci al polso.
Il tempo è un modo vigliacco per tenere lontano la morte. Perché abbiamo paura della morte, tutti noi. E per paura diventiamo schiavi di quest’illusione.
Il tempo non esiste.
Io lo so. Ho visto il velo. E ho visto oltre il velo.

Luca sopravvive a una caduta durante una scalata, ma la sua vita ne viene stravolta. Il Luca che era prima non c’è più e lui stenta a riconoscersi nel relitto smarrito che è diventato. La prospettiva di passare il resto della vita in quello stato, su una sedia a rotelle e con problemi cerebrali, diventa sempre più insopportabile.
Serena ha bruciato l’esistenza in quindici anni di carriera militare che vuole dimenticare. Vede cose che non dovrebbe vedere, conosce fatti che non dovrebbe conoscere. Per questo si lancia alla ricerca di Luca, che non ha mai incontrato, per arrivare in tempo a un incontro già fissato.
Un racconto che è una spirale di misteri e colpi di scena che ti condurrà ai confini del tempo e della realtà.

 

VERSO IL CIELO – In viaggio attraverso il mondo del 22° secolo

Parigi, 22° secolo. Il mondo è in declino.

Oltre due secoli di inquinamento e sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali, i cambiamenti climatici e l’estinzione di massa causata dalle attività umane hanno portato al collasso gli ecosistemi della terra.
Centinaia di milioni di persone sono costrette a migrare a causa dell’innalzamento degli oceani e per la scarsità di cibo.
La tecnologia non sembra più in grado di offrire risposte all’umanità, ma solo a minoranze in grado di permettersela.
La politica è dettata dalla finanza e dalle corporazioni che controllano e si contendono le risorse del pianeta.

Tutto questo grava su una società in declino, spinta dal bisogno a unirsi in gruppi sociali in grado di garantire ciò che le grandi unioni politiche e gli stati non riescono più a dare: la sicurezza indispensabile per poter costruire un futuro.

Diana è una giovane donna di talento, figlia di un famoso biologo.
Costretta a fuggire dal capezzale del padre morente, scopre in fretta che qualcuno di potente vuole da lei i segreti che lui non ha rivelato.
Inizia così una fuga drammatica che la condurrà attraverso i volti peggiori della periferia parigina, che metterà alla prova la sua determinazione, costringendola a guardare in faccia le proprie paure, fino a sfidare la morte.

Il successo della fuga però non è che l’inizio di un viaggio di migliaia di chilometri, nei panni di migrante clandestino, verso una delle ultime piste di decollo che possono farla arrivare alle città orbitali.

Una storia dai ritmi serrati e dalle emozioni intense, ricca di colpi di scena che si sgranano fino al finale a sorpresa.”

 

Quell’agenda del 96 – In quanti modi può amare il nostro cuore?

In quanti modi possiamo amare?
Più di quelli che possiamo vivere in un’intera vita.
Alcuni dicono perfino di più di quelli che possiamo immaginare in un’intera vita.

Quanti errori dobbiamo fare prima di imparare a essere felici?
Tutti quelli che servono a comprendere i segreti del nostro cuore.

Elisabetta è stata lasciata da Enrico, l’amore della sua vita.
Ha ripreso a bere per alleviare il dolore e ogni serata termina nel pianto e nell’incoscienza.
Finché non decide di riversare in una vecchia agenda le emozioni che le traboccano dal cuore.
E all’improvviso arriva la svolta.

Benedetta, la sua amica d’infanzia, la invita a casa sua in toscana.
Nonostante il cuore sanguinante, Elisabetta viene trascinata in una giostra d’incontri ed eventi che la getteranno nelle vite di Carlo, Massimo, Patrizia e Debora. Da ognuno imparerà qualcosa di nuovo sull’amore finché il destino non sconvolgerà la loro vita.

Questo racconto è un omaggio all’amore, un sentimento in grado di cambiare il mondo e le persone.

 

Venne il buio

Il mondo degli esseri umani è definito dai confini.
Tracciamo confini dentro e fuori di noi, sulle mappe con cui rappresentiamo la terra, nelle parole che usiamo per comunicare, nelle mille stanze della nostra interiorità. Separare per noi umani significa comprendere e controllare la realtà.

Nel labirinto di confini in cui viviamo ce ne sono di speciali.
Per esempio c’è un confine tra il giorno e la notte, lo vediamo passare all’alba e al tramonto, un confine che separa due mondi, che cambia la realtà che conosciamo in un luogo di ombre, che risveglia in noi ricordi e timori, che evoca pensieri che non ci appartengono.

Questa storia racconta di un confine dimenticato che separa l’ombra dal mondo normale, separa il mondo antico dei miti da quello moderno degli uomini. Noi tutti viviamo sul confine tra la luce e il buio, un velo che scorre fuori e dentro di noi, che ci difende dai mostri dei nostri incubi, dalle brame di coloro che vennero prima dell’uomo.
Eppure talvolta questo confine si assottiglia e le ombre lo attraversano per popolare i nostri incubi. E talvolta per crearli i nostri incubi.

Elena è una dei guardiani del confine, che da millenni veglia di giorno e soprattutto di notte che niente e nessuno lo varchi. Eleva vede cose che non dovrebbe vedere, le vede anche prima che accadano. E una sera vede il buio venire e prendere forma in un incubo con occhi e fauci.

 

 

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